LITURGIA DOMESTICA

Con la festa di Pentecoste concludiamo il tempo pasquale. Nell’angolo della preghiera possiamo collocare: sette candele accese segno dei sette doni dello Spirito Santo (pietà, intelletto, consiglio, scienza, timor di Dio, sapienza, fortezza) e una candela spenta. Quando tutto è pronto si introduce col segno della croce.

  1. Siamo riuniti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Amen

  1. Nel giorno di Pentecoste la Pasqua giunge al suo culmine con il dono dello Spirito. Oggi si compie la promessa del Risorto: “Pace a voi”. A noi che in questo tempo siamo bloccati dalla paura, il Signore non fa mancare il suo Spirito di pace, per aprire cammini di misericordia e di vita nuova. Chiediamo al Signore un cuore capace di accogliere il dono dello Spirito che fa nuove tutte le cose.

Dal salmo 103

Rit: Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

 

Benedici il Signore, anima mia!
Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Quante sono le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza;

la terra è piena delle tue creature. Rit.

Togli loro il respiro: muoiono,

e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati,

e rinnovi la faccia della terra. Rit.

Sia per sempre la gloria del Signore;
gioisca il Signore delle sue opere.
A lui sia gradito il mio canto, io gioirò nel Signore. Rit.

  1. Dio di luce, in questo giorno di Pentecoste

noi ti ringraziamo per aver effuso sulla tua Chiesa

lo Spirito del tuo amore:

il suo splendore illumini le tenebre dei nostri cuori

e ci faccia camminare alla luce della tua parola.

Per Cristo nostro Signore.

Amen.

Dal Vangelo secondo Giovanni (20,19-23)

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Riflessione (chi guida la preghiera può commentare il vangelo con sue parole)

Dopo due mesi di lockdown abbiamo iniziato a riprendere, almeno in parte, la nostra vita quotidiana. Sono stati mesi pesanti quelli che abbiamo trascorso a porte chiuse, senza poter uscire di casa, se non per un valido motivo e con autocertificazione. Siamo stati “a porte chiuse”, proprio come i discepoli di cui ci parla il vangelo: loro barricati dentro per paura dei Giudei, noi chiusi dentro per cercare di contenere il contagio dal Coronavirus.

Dopo questi due mesi di lockdown, ci è più facile, forse, immaginare quello che hanno vissuto quegli undici uomini. Quando vivi a porte chiuse, barricato dentro, la paura cresce, la speranza e la fiducia si affievoliscono. Ora finalmente le porte delle nostre case si sono riaperte, siamo tornati ad uscire. Forse però, rischiano di essere ancora barricati i nostri cuori, forse le porte delle nostre speranze e dei nostri sogni sono ancora sprangate non da un nemico esterno, ma dall’interno.

Oggi, ancora una volta, il vangelo è buona notizia perché ci ricorda che il Signore viene e sta in mezzo. Lui viene proprio nelle nostre chiusure e nei nostri limiti, ci mostra i segni dei nostri rinnegamenti e tradimenti e anziché condannarci, ci dona la sua pace. “Venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”. Detto questo mostrò loro le mani e il fianco”.

Questa è la Pentecoste! Non si tratta di un fragore che avviene fuori di noi, si tratta invece di un vento e di un fuoco che soffiano e ardono nel nostro intimo! La festa della Pentecoste è festa dell’interiorità: Dio entra nei nostri cuori bloccati dalla paura, vince le nostre paralisi e ci spinge ad uscire.

La Pentecoste è esperienza di vento e di fuoco, così si legge nel testo degli Atti degli apostoli.

Lo Spirito Santo è innanzitutto vento. Il vento rovescia e fa volare via tutto ciò che non è solido. Il vento scompiglia, il vento agita le acque stagnanti delle nostre pigrizie e dei nostri egoismi e le ravviva con l’ossigeno fresco della misericordia e della solidarietà. Lo Spirito è vento che porta aria nuova, allarga i nostri orizzonti, ci spinge a pensare non solo al nostro interesse, ma al bene comune. Lo Spirito gonfia le vele della nostra vita, ci spinge lontano dal porto chiuso delle nostre sicurezze, lontano dagli scogli falsamente rassicuranti delle nostre abitudini, per farci imparare lingue nuove e respirare gli orizzonti grandi del vangelo.

Lo Spirito Santo agisce in noi anche come fuoco: il fuoco illumina, il fuoco riscalda, purifica e disinfetta, il fuoco fonde metalli diversi. Così è l’azione dello Spirito: ci riscalda e ci illumina nei momenti difficili, brucia le nostre ambiguità ed ipocrisie, riaccende in noi il desiderio delle relazioni e della preghiera. Lo Spirito è fuoco che brucia tutto ciò che è superfluo e solo apparente, lo Spirito ci riporta alla verità delle cose.

La Pentecoste ci ricorda che le nostre storie sono abitate e attraversate dalla presenza del vento e del fuoco di Dio. Continuamente il Signore soffia su di noi e in noi il suo Spirito che, leggiamo nel vangelo, ci fa gustare il suo perdono e ci ricorda che per quanto grande possa essere il nostro peccato, Dio è più grande del nostro peccato. Questa è l’azione fondamentale dello Spirito: gridare nel profondo delle nostre coscienze che Dio è un Padre ricco di misericordia e che noi siamo e restiamo sempre suoi figli amati! Ogni giorno lo Spirito ci spinge a scardinare le nostre chiusure interiori per accogliere e portare a tutti la pace che il risorto viene a portare.

In questo modo nasce la chiesa, che non è l’insieme di uomini e donne perfetti, ma la comunità di peccatori che vivono ogni giorno del perdono e della misericordia di Dio!

Questa è la responsabilità che la festa di Pentecoste consegna a ciascuno di noi, chiedendoci di metterci in cammino sulla via del perdono accolto e condiviso. Tutti siamo chiamati a metterci in ascolto dello Spirito che ci spinge ad uscire dal nostro lockdown interiore, per ravvivare i nostri cuori con il soffio di un vento nuovo e con il calore di un fuoco che purifica.

Come ha scritto papa Francesco: “Lo Spirito del perdono ci trovi disponibili a rifiutare le vie sbrigative di chi giudica, quelle senza uscita di chi chiude ogni porta, quelle a senso unico di chi critica gli altri. Lo Spirito incontri la nostra disponibilità a percorrere la via a doppio senso del perdono ricevuto e del perdono dato”. Allora sperimenteremo quella gioia profonda che nulla e nessuno può rubarci.

Questa domenica sostituiamo le preghiere dei fedeli con l’invocazione ai setti doni dello Spirito. Possiamo pregare il testo leggendo ciascuno una strofa oppure tutti insieme oppure leggendo ogni strofa a gruppi alterni.

Spirito di pietà, mantienici

in intima comunione con il Signore;

donaci un cuore che si lasci sedurre da te,

un cuore che annunci a tutti la tua misericordia.

Spirito di intelletto, spingici oltre l’apparenza;

donaci uno sguardo profondo,

capace di leggere la vita e gli avvenimenti

con gli occhi di Dio.

Spirito di consiglio,

facci discernere ciò che è bene;

aiutaci a riconoscere e seguire

i desideri profondi del nostro cuore.

Spirito di scienza,

vinci la nostra ignoranza nei confronti della verità;

rendici profondi conoscitori di Dio,

del suo agire e pensare, del suo amore e dei suoi doni.

Spirito di timore, vinci le nostre paure,

aiutaci a cogliere noi stessi e Dio in tutta verità:

nei nostri limiti e nel suo amore.

Spirito di sapienza,

aiutaci a passare dal visibile all’invisibile;

attiraci verso il vero, il buono e il bello,

dona alla nostra vita il sapore e il profumo del vangelo.

 

Spirito di fortezza, rendici saldi nella prova.

Aumenta la nostra fede e la nostra speranza,

fa’ che siamo testimoni del vangelo.

 

  1. Il risorto invita i discepoli a portare a tutti una parola di pace e di perdono.

Invochiamo la pace per ogni uomo e per ogni donna.

Pace alle genti dell’islam e agli ebrei il popolo dell’alleanza.

Pace – non a parole, ma concreta – ai nostri fratelli e sorelle che soffrono la fame e a coloro che non hanno accesso alle cure mediche.

Pace a chi è costretto ad attraversare deserti e mari, trasformati in cimiteri.

Pace ai popoli che soffrono e muoiono a causa della guerra. Pace in Siria, in Yemen, in Iraq e in Libano.

Pace tra Israele e Palestina. Pace a che vive nelle regioni orientali dell’Ucraina.

Pace tra Cina e Hong Kong.

Pace a chi è senza lavoro, segnato dal disagio sociale ed economico.

Pace a chi non riesce a perdonarsi e a perdonare.

Pace e consolazione a chi nel mondo è colpito dal Coronavirus.

Pace eterna alle persone che abbiamo amato e sono morte.

…(si possono esprime altre preghiere).

Padre nostro

Momento celebrativo

  1. La luce delle candele

ci ha accompagnati in questi cinquanta giorni pasquali

ricordandoci che Cristo è la luce

che vince il buio del peccato e della morte.

Oggi, nel giorno di Pentecoste,

al chiudersi del Tempo di Pasqua,

spegniamo le sette candele.

Il segno delle candele ci viene tolto:

infuocati dal dono dello Spirito Santo,

ciascuno di noi è chiamato ad essere luce del mondo.

Viene accesa (a una delle sette candele) la candela che abbiamo posto nell’angolo della preghiera.

Poi si spengono le sette candele.

  1. Preghiamo.

Padre della vita,

come sui discepoli nel giorno di Pentecoste,

anche su di noi scende il vento e il fuoco del tuo Spirito,

la sua fortezza vinca le nostre chiusure

e ci renda testimoni della luce del vangelo

in mezzo agli uomini.

Benedetto nei secoli dei secoli.

Amen.

Poniamo la candela accesa in un punto visibile della nostra casa: essa ci ricorda la nostra responsabilità di portare a tutti la luce dell’amore di Dio che riscalda le nostre vite.