Grest

Venerdì scorso è terminata la sesta edizione del GREST di San Pio a dimostrazione che è ormai divenuto un appuntamento fisso dell’estate parrocchiale. La partecipazione è stata notevole (più di 70 bambini dalla I elementare alle medie) a dimostrazione del grande coinvolgimento di questo momento. La disponibilità di molti giovani della parrocchia (oltre che di adulte e abili cuoche) ha poi permesso di ampliare l’offerta  con la continuazione del GREST anche al pomeriggio non solo la mattina come gli scorsi anni. Il ringraziamento è infatti d’obbligo a tutti quelli che si sono prodigati per questa iniziativa (sarebbe inutile nominarli tutti anche perché più o meno li conosciamo….) la cui organizzazione ricordiamo  non è affatto semplice: si deve partire per tempo (già in inverno occorre buttare giù un primo progetto), trovare le disponibilità, pensare ai giochi e ai momenti di festa, organizzare le iscrizioni (non sempre i genitori rispettano i termini e, come ha fato notare Don Raffa, è un grosso problema non sapere quanti bambini ci sono per quella determinata settimana….avvertimento per il prossimo anno) insomma tutto questo richiede uno sforzo non indifferente. Tuttavia anche quest’anno il GREST è stato un successo: molti bimbi avrebbero voluto continuare l’esperienze, moltissimi iscritti per la prima settimana si sarebbero volentieri reiscritti e questo è il segnale che lo stile con cui questa iniziativa si sta portando avanti è quello giusto. Ciò che infatti rende questa esperienza non sono tanto le cose che si fanno, certamente molto belle e coinvolgenti (gita al mare, in canoa, ecc…) tuttavia incomparabili con altri GREST che possono proporre attività ben più entusiasmanti, ciò che lo ha reso bellissimo è lo stile di accoglienza e relazione che si è instaurato: l’efficienza di Cri e Grazia dietro al loro “tavolo da lavoro” sempre competenti e disponibili per ogni spiegazione, ma senza mai cadere nella lamentazione, la pacatezza di Maria attenta comunque a ogni particolare, l’accoglienza dei ragazzi che non hanno “fatto giocare” i bambini, ma soprattutto “sono stati” con loro. Tutto ciò ha avuto un bellissimo riscontro in famiglia a dimostrazione che alla fine la cosa più importante è proprio questa.

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