È questa una delle frasi centrali del film che ha accompagnato il campeggio dei ragazzi che si preparano a ricevere la cresima il 20 ottobre a San Lazzaro. Sembra quasi una frase da ‘Bacio perugina’, ma descrive la storia (e soprattutto la fede) di una giovane promessa del surf che, pur avendo perso un braccio nell’attacco di uno squalo, non rinuncia al suo sogno e si ritrova ad essere una persona nuova, punto di riferimento per tanti e maestra di vita per chi la incontra. Il film si chiama Soul Surfer e vale assolutamente la pena vederlo. Ma il film per noi è stata solo la trama che ha accompagnato giornate molto ricche, fatte di giochi, attività, passeggiate – o più propriamente ‘scalate’ – e momenti di preghiera e condivisione. La nostra base era l’ex asilo di Pievepelago, ma abbiamo anche girato più volte per il paese, spingendoci addirittura al Lago Santo e da lì fin sul monte Giovo. I ragazzi, circa una ventina, hanno creato fin da subito un clima bello tra di loro e con noi animatori, accettando di fare tutti i servizi necessari (lavaggio piatti compreso) e mettendosi in gioco con le loro capacità personali. Si può dire che in questa ‘quasi’ settimana a Pievepelago (da lunedì 2 a venerdì 6 settembre) siamo stati come una famiglia e ognuno ha potuto avere il suo spazio: gli animatori più giovani, quelli più adulti, le nostre bravissime cuoche, addirittura la Fiammetta e la Margherita che sono venute su un pomeriggio per proporci un gioco dell’oca serale e poi tornare a casa. Ah, dimenticavo Nicola, che ha fatto avanti e indietro almeno 4 volte da Modena pur di essere con noi nonostante il lavoro!

Insomma, sono stati giorni belli e molto sereni, un mattone piccolo ma importante per la costruzione di un percorso in parrocchia per questi ragazzi anche dopo la cresima. È possibile surfare in montagna? Fino a ieri avrei detto che è una domanda del cavolo, oggi devo dire: noi lo abbiamo fatto!Don Raffaele