Un seme di vangelo Gv 8, 1-11

Ci sono persone che sono in grado di osservare la legge, ma lo fanno senza cuore, senza conoscere l’intimità di Dio. Questi si credono senza peccato e così non sanno, non conoscono cosa sia la misericordia che invece hanno la possibilità di conoscere quelli che hanno conosciuto il peccato! L’amore non si merita, questo è l’insegnamento del Vangelo di oggi; è un Dio che ci ama sempre, anche quando lo abbandoniamo; noi non siamo monoteisti, siamo cristiani e conosciamo Dio attraverso Gesù, e Gesù ci ha detto così.

I farisei sembra che trovino gusto nel condannare. E Paolo era proprio come loro! I farisei volevano mostrare a tutti la loro perfezione. Per dimostrare di essere giusti, mettevano in piazza i peccati degli altri uomini,ladri, ingiusti, adulteri – dice il fariseo al tempio(Lc 18,11). Così il peccato manifesto dell’adultera è per loro una meravigliosa occasione per ricordare a tutti quanto son bravi, per riaffermare l’inflessibilità della Legge, per estirpare i trasgressori e – perché no? – per mettere in castagna il predicatore della misericordia. 

Cosa gli interessa a loro della vita di quella donna? cosa vale ai loro occhi? Niente! Loro possono mettersi sul piedistallo a giudicare e a schiacciare sotto un cumulo di pietre chi ha peccato. Così possono dimostrare di essere migliori degli altri. Devono trovare chi condannare, per far emergere la loro superiorità. Il mondo per loro si divide in giusti epeccatori

Gesù però sembra avere un’altra idea della Legge. All’inizio, a dir la verità, non risponde alle loro provocazioni, ma scrive col dito per terra. Cosa scrive? Forse la nuova legge, quella della misericordia.

Che cosa dice questa legge? Dice che nessuno è peccatore? No, dice piuttosto che nessuno è giusto. “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra”.Per Gesù il mondo non si divide in giusti epeccatori, ma in peccatori manifesti epeccatori nascosti. Ma davanti a Dio nulla è nascosto: nessuno è senza peccato, quindi nessuno può permettersi di condannare gli altri.

Ma la conseguenza più bella è racchiusa nelle ultime parole di Gesù: Sì, lo so che hai peccato, che hai tradito l’amore, ma “va’ in pace e d’ora in poi non peccare più!”.

Quel che conta è il futuro di amore che saprai costruire d’ora in poi. La possibilità Gesù la ridona a tutti. Questa è la Legge della misericordia, che non ignora il peccato, anzi lo prende ancora più seriamente, ma lo perdona. 

don Ivo