Parrocchia San Pio X – Bilancio 2014

Come avviene ogni anno nel mese di febbraio, la Parrocchia ha chiuso il bilancio, che è stato esaminato dal Consiglio degli Affari economici giovedì 19 febbraio.

Dopo la conclusione dei lavori, ed il relativo pagamento di tutte le fatture, il 2014 si era aperto con una situazione debitoria piuttosto rilevante che si è profondamente modificata nel corso dell’anno.

Infatti da settembre la Regione ha inviato (tramite la Diocesi) il 90% del contributo stabilito a favore di San Pio X. Nelle ultime settimane è stato poi completato il versamento del residuo, per cui ad oggi la nostra Parrocchia ha ricevuto il totale del contributo regionale post-terremoto (euro 507.000). In tutti questi mesi vi abbiamo informato nei vari numeri del Sanpionews.

Questo ci ha permesso di saldare i rimanenti debiti verso fornitori (al 31/12/2013 euro 36.055,40), azzerare totalmente il fido bancario (al 31/12/2013 il debito ammontava ad euro 268.955,47), oltre ad avere rimborsato euro 110.000,00 a chi ci aveva erogato i prestiti infruttiferi.

Al 31 dicembre 2014, dunque rimanevano debiti per i vecchi mutui per euro 170.740,22, ed euro 80.000,00 di prestiti infruttiferi da rimborsare; oggi abbiamo ricevuto, come detto, gli ultimi 50.000,00 euro dalla Regione, che unitamente al denaro che avevamo in banca al 31 dicembre (euro 96.095,60) ci permettono di rimborsare gli euro 80.000,00 a suo tempo ricevuti e rimanere con una buona somma in banca per i bisogni della Parrocchia.

Questa lunga premessa, piena di numeri, vuole dimostrare come la Parrocchia a due anni mezzo dal terremoto, è ritornata in perfetto equilibrio finanziario; ciò grazie al contributo regionale, ma grazie alla generosità di tutti i Parrocchiani che, anche nel 2014, hanno continuato a sostenere l’impegno della nostra comunità con grande generosità.

Un secondo effetto della attuale situazione è la testimonianza che la parrocchia ha saputo far fronte ai propri impegni ed ha i mezzi per ripagare i residui mutui, pur potendo continuare, e forse migliorare, le proprie attività, sia parrocchiali che di carità.

Per questo, come tutti gli anni, Vi illustriamo come si sono sviluppate le entrate e le uscite nel corso del 2014:

Entrate :

questue €. 70.499,79
attività parrocchiali €. 15.048,13
rinuncia compensi don Ivo e  don Raffaele €. 2.855,00
offerte per celebrazione messe €. 9.203,00
offerte in occasione di sacramenti €. 7.130,00
altre offerte €. 7.094,73
Utilizzo fondi per carità €. 8.570,00
offerte raccolte con specifica destinazione €. 6.868,12
TOTALE ENTRATE €. 127.268,77

 

Uscite:

attività pastorali e culto €. 10.015,15
a sacerdoti per celebrazioni €. 7.435,00
utenze €. 26.369,67
manutenzioni ordinarie €. 7.495,53
manutenzioni straorinarie €. 3.025,00
interessi passivi e oneri banca €. 7.053,29
contributo diocesano €. 8.650,40
integrativo parroco €. 2.160,00
riversamento offerte raccolte €. 10.324,79
carità €. 8.570,00
assicurazioni €. 3.081,68
altri costi €. 4.346,78
TOTALE USCITE €. 98.527,29
Accantonamento per opere di ristrutturazione e di carità €. 28.741,48
A pareggio €. 127.268,77

 

Come stabilito negli anni precedenti dal Consiglio per gli Affari Economici, della somma di euro 28.741,48 il 10% sarà destinato al fondo per opere di carità, il rimanente confluirà nell’accantonamento per le opere di ristrutturazione.

Due brevi considerazioni: la Parrocchia continua a donare generosamente; nel 2014 la Parrocchia ha pagato alcuni oneri straordinari, fra cui il contributo spese alla Diocesi per le attività legate al terremoto, oltre a manutenzioni straordinarie.

Nonostante la crisi, però, i conti sono stati positivi, cosicché abbiamo potuto calcolare un accantonamento per ripagare le opere parrocchiali di circa 30.000 euro. Questa somma rappresenta la capacità della Parrocchia di ripagare i debiti.

Se tutti gli anni saremo capaci di risparmiare fra ricavi e costi una somma simile (o sperabilmente maggiore) i nostri debiti si ridurranno (e con essi anche gli interessi passivi) in un lasso di tempo sopportabile (entro dieci / quindici anni come un normale mutuo).

Il Consiglio degli Affari Economici

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