Corpo celeste

Domenica 18 si è svolto il primo degli incontri relativi al Secondo Annuncio che interesseranno questa seconda parte dell’anno pastorale. Si è partiti in modo un po’ provocatorio attraverso la visione del film “Corpo celeste”  non certo per una denuncia spocchiosa e sterile del catechismo maggiormente diffuso nelle nostre realtà parrocchiali (tra l’altro portato avanti con serietà, preparazione e impegno encomiabile) bensì per mostrare le crepe di un’impostazione che rischia di attorcigliarsi su se stessa riproponendo stilemi educativi di per sé buoni, ma afoni nei confronti di una società in continua evoluzione sia dal punto di vista ricettivo che dei modi di vivere la propria fede. La protagonista infatti è una ragazzina che, dopo un periodo in Svizzera, torna in Calabria e inizia il percorso di formazione alla cresima; un percorso però lontano dalla sua esistenza e incentrato più sulle cose da sapere che sull’incontro vivo con Gesù Cristo.

Dopo la visione del film si è dato spazio alle reazioni a caldo attraverso una breve risonanza le cui parole più frequenti erano angoscia, solitudine, distacco a testimonianza di come l’atmosfera toccante del film rendesse bene le difficoltà di trasmettere l’importanza di un sacramento come quello della cresima che rischia sempre di essere banalizzato a mero evento di festa “parentale”.

Il numero consistente di partecipanti (più di 120 persone hanno affollato il salone nuovo andando molto oltre le previsioni degli organizzatori dell’incontro stesso) non ha comunque impedito l’emergere di interventi più articolati che, seppur dopo un breve imbarazzo iniziale, hanno sottolineato come effettivamente il film (apprezzato anche da numerose riviste cattoliche specializzate) abbia messo in luce un modo di fare catechismo troppo obsoleto e soprattutto non comunicativo del valore e importanza del messaggio cristiano. Molti hanno evidenziato come il tentativo di impostare il catechismo in modo differente tramite il metodo denominato appunto Secondo Annuncio sia un modo per rispondere a questa emergenza evitando di delegare il tutto, come al solito, al “valoroso” catechista di turno.

Don Ivo ha concluso la serata invitando i numerosi presenti ai prossimi incontri (il primo dei quali sarà martedì 3 febbraio) in modo da approfondire meglio questo aspetto della nostra attività pastorale:  lo scopo di questi incontri, infatti, non è tanto e solo spiegare cosa è il Secondo annuncio quanto anche comunicare perché si segue il Secondo Annuncio; quest’ultimo non è solo un metodo nuovo quanto un metodo che cerca di rinnovare la trasmissione della fede fondandola su nuovi parametri più rispondenti alla realtà che ci circonda.

E come nei migliori finali, dulcis in fundo, un gustoso rinfresco di prelibatezze portate dagli stessi parrocchiani ha degnamente concluso il pomeriggio rendendo questa formula di incontro comunitario un bel modo di stare in compagnia, proponibile anche per il futuro, di tutta la nostra comunità che è potuta essere presente in tutte le sue componenti anche grazie a validissimi ragazzi che hanno offerto un prezioso servizio di babysitteraggio durante la visione del film.

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