Una chiesa saporita e luminosa

Vangelo  Mt 5, 13-16 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

 

 

E’ possibile, anche se forse non l’abbiamo mai pensato, che la Chiesa perda se stessa, smarrisca la sua identità. Gesù lo indica chiaramente quando dice che il sale può “perdere il sapore” o la luce “essere posta sotto il moggio”. La vocazione della Chiesa è essere “sale della terra e luce del mondo”, ma è possibile anche una de-vocazione della Chiesa, una perdita di identità.

C’è un segno che la Chiesa sta vivendo davvero la sua identità profonda: è il segno delle opere “belle” (kalà in greco): non solo buone, ma belle. Le opere belle stupiscono, meravigliano e liberano il ringraziamento per Colui che le compie, attraverso la Chiesa, cioè attraverso i cristiani, amanti del suo Nome.

Quindi se le opere della Chiesa non sono belle, non vengono da Dio. E non possono essere soltanto “buone”: una cosa buona se non è bella non è veramente buona. Nè tantomeno possono esser soltanto “utili”: non si vive, infatti dell’utile, ma dell’inutile… si vive dell’amore, dell’incontro, della relazione, cioè di ciò che non è efficienza e produttività.

E se le opere della Chiesa non indicano il Signore ma soltanto la Chiesa stessa, allora non vengono dallo Spirito. La chiesa non può essere “narcisista”: ogni bene che fa viene da Dio e non da sé. Ogni riconoscimento del bene che essa compie va attribuito a Dio, al Signore che sa amare la chiesa, purificarla, renderla feconda, farla bella.

Chiediamo al Signore che ci renda una chiesa bella, saporita e luminosa. E lo si può essere se si  ama la giustizia, se si cerca la verità, se si ha compassione degli umili, se si curano le relazioni. E’ una chiesa bella quella che vive la sua vocazione e attira gli uomini verso il Signore.

don Ivo

 

 

 

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