Un catechismo evangelico

 

 

Lunedì 13 gennaio i catechisti giovani e alcuni coordinatori adulti della iniziazione cristiana del nuovo catechismo a quattro tempi si sono incontrati pere vivere un momento di formazione e condivisione sulla Parola. Don Raffaele ha proposto la riflessione su quattro vangeli ognuno dei quali aveva un protagonista ben definito: il coltivatore paziente (Mc 4, 26-29: “così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno….”), l’amministratore dei campi (Lc 12, 42-46: “Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito?…..), il servo (Lc 17, 7-10: “Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: «Vieni subito e mettiti a tavola»?…), il discepolo (Lc 10, 1-5: Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi…..). Divisi in gruppi si è poi provato a rispondere a due domande: in quale brano di Vangelo mi riconosco di più e perché? Quale invece non condivido e perché? Arricchenti e diversificati, dai vari interventi è emerso il desiderio di approfondire la Parola al fine di saperla trasmetterla al meglio a chi ci è stato affidato. Tale momento si è poi concluso indicando quale tra questi personaggi rappresenta una sfida per il nostro essere catechisti. L’agricoltore per esempio rappresenta la fiducia e la pazienza che dovrebbe avere ogni catechista il quale, di fronte alle inevitabili difficoltà derivanti da una non immediata comprensione di quanto trasmesso, non si lascia prendere dall’ansia di ottenere delle risposte o addirittura dal rischio di incolpare le persone perché non sono come vorremmo.

Allo stesso modo l’amministratore saggio è organizzato e puntuale e non corre il rischio opposto e cioè quello di vivere il catechismo in modo superficiale improvvisando i momenti formativi e vivendo alla giornata sperando che un incontro poco preparato e posticcio possa realmente coinvolgere le persone.

L’inviato, anzi gli inviati perché si è mandati “a due a due”, è poi colui che è gentile, che non si impone con la forza ma trasmette entusiasmo nell’ascolto del vangelo perché è innanzitutto lui ad imparare cose nuove, a vedere le cose secondo un nuovo punto di vista che lo aiutano a crescere innanzitutto come persona; l’atteggiamento perciò è collaborativo, coinvolgente non presenzialista né accentratore.

Come potete notare, quindi, la Parola ha suscitato idee, esempi, considerazioni che ci permettono di continuare il nostro percorso di catechisti tenendo innanzitutto come punto di riferimento il Vangelo e non le nostre rappresentazioni del catechismo; è quindi importante mantenere questi momenti formativi proprio perché non si perda di vista il nucleo centrale della trasmissione della fede e cioé l’incontro con Gesù Cristo

Monica

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