Un cammino che continua

Come gli anni scorsi anche la domenica precedente il Natale (23 dicembre) ci si è ritrovati per svolgere un mini laboratorio natalizio con i bimbi piccoli 0-6 anni. Dato il successo dell’anno precedente tutti hanno convenuto di ripetere questo breve, ma intenso momento di riflessione, preghiera, gioco, approfondimento sul Natale che ha coinvolto bimbi di età precatechistica. Riprendendo un discorso iniziato tempo fa (come trasmettere la fede ai bimbi 0-6 anni?) nato dalle suggestioni offerte dalla teologa Serena Noceti (in una società non più contestualmente cristiana come la nostra, anche i bambini piccolissimi possono essere introdotti, ovviamente nei modi e nei tempi a loto consoni, alla fede cristiana) alcune famiglie hanno organizzato una semplice, ma vivace drammatizzazione del Natale durante la quale “Lello l’agnello” davanti ad una capanna un po’ di fortuna (come era d’altronde quella di Gesù bambino) e  in una suggestiva atmosfera “notturna” ha narrato agli attentissimi bambini presenti l’avvento della nascita di Gesù; dopo essersi spostati in Chiesa per la visita in anteprima del bellissimo presepio della parrocchia, i bambini hanno poi disegnato e costruito con cotone e colla una loro pecora personale da appendere poi all’albero di Natale casalingo. L’incontro quindi è stato alquanto suggestivo e ha dimostrato che con un po’ di fantasia e creatività si possono trovare strade nuove e coinvolgenti per trasmettere la fede anche in un’età da questo punto di vista trascurata e, a volte, un po’ osteggiata. Prima dell’incontro infatti gli adulti si sono confrontati proprio sul tema della presenza dei bambini piccoli a messa, presenza che, a volte, rischia di essere di difficile gestione per l’inevitabile confusione che può arrecare. Desiderosi di riflettere su questo come su altri argomenti (si può iniziare un percorso catechistico serio e continuativo 0-6 anni? Ha senso iniziare un cammino di famiglie o si rischia di “chiudersi” in un gruppo esclusivo?) si è rimandata la discussione all’anno successivo con la volontà di affrontare il problema cercando di stare “dalla parte dei bambini” (d’altronde sono loro il futuro della nostra parrocchia….).

 

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