Il cammino dei gruppi

Due giorni con fra Mauro

Finalmente è sabato 19 ottobre: la piazza di San Pio si trasforma, per l’occasione, nel luogo di ritrovo di ragazzi ed educatori, pronti per partire alla volta di un finesettimana insieme da fra Mauro. Ciascuno ha con sé una borsa, tanta voglia di divertirsi, ma anche tante domande: chi saranno i ragazzi del gruppo di Santa Caterina, insieme ai quali vivremo l’esperienza del ritiro? Come affronteremo il tema a noi così vicino, eppure complesso, dell’affettività?

Questi interrogativi si sciolgono come neve al sole non appena conosciuti i ragazzi dell’altro gruppo. Simpatici e vivaci, la loro risata travolgente ci accompagna durante il viaggio, un’occasione in più per conoscerci, e… per scoprire un altro talento di Marco, nostro educatore e chitarrista, la cui guida non ha ceduto nemmeno alla più impervia delle salite!

La pianura, infatti, è stata sostituita dalle dolci colline toscane: giunti a destinazione siamo stati subito accolti da fra Mauro, che sorrideva contento di vederci. Poco dopo ci siamo riuniti per il primo incontro, che verteva su un brano del vangelo di Luca, in cui si racconta l’incontro tra una donna, una peccatrice, e Gesù. Egli accoglie la tenera quanto inusuale dimostrazione di affetto della donna, che gli cosparge i piedi di lacrime, di profumo, e glieli asciuga con i suoi stessi capelli. A chi si indigna per la sua condiscendenza verso una semplice peccatrice, risponde: “i suoi molti peccati le sono perdonati, perché ha molto amato”.

Fra Mauro ci mostra quanto siano importanti, nelle nostre relazioni, la tenerezza, che non occorre nascondere, anzi, la cui espressione ci dà libertà, e la sincerità, il mostrarci all’altro per come siamo, senza paura di non essere accettati, ma con la fiducia di chi spera in un’amicizia vera.

Ne La re(g)ale bellezza del rospo di Alessandro D’Avenia, abbiamo letto che, come le piante cercano la luce, così noi cerchiamo quello sguardo amante che “ci porta diritti dritti al centro del nostro essere, perché lo ama”. Non è lo sguardo imprigionante di chi ci controlla, fino a spezzare i nostri esili steli, non è un semplice guardare, la mera sconfitta della solitudine: è un guardar bene – e un voler bene. Solo l’amore dell’altro ci trasfigura, illuminando la nostra vera bellezza: “Le favole lo dicono in modo molto efficace trasformando rospi in uomini re(g)ali, con un bacio.  Solo l’amore che guarda liberando può farci scoprire la nostra re(g)ale bellezza.” All’incontro è seguita una riflessione libera: cosa mi aspetto dalle relazioni che vivo? Cosa ne ricevo?

Dopo la cena, in cui ciascuno ha condiviso quanto aveva portato da casa, la serata è stata allietata da un torneo di giochi e mimo, organizzato dagli educatori: l’atmosfera non ha tardato a scaldarsi a causa di un classico quanto acceso “maschi contro femmine”! Poi siamo stati un po’ insieme, abbiamo mangiato le caldarroste, e infine siamo andati a “ricaricare le batterie” a nanna!

La mattina seguente, come sempre, svegliarsi è stata dura, ma sentire le voci delle mie amiche era proprio il buongiorno di cui avevo bisogno, e mi ha dato tanta carica! Dopo colazione siamo andati da fra Mauro, che ci ha accolti nella natura, fra uliveti e fiori, canarini e tartarughe.

Fra Mauro ci ha parlato ancora delle nostre relazioni, e in particolare sui gesti che le costruiscono. Grazie a una breve scenetta, ci ha mostrato che uno stesso gesto può significare cose molto diverse, quasi opposte: da un lato commiserazione, dall’altro compassione; da un lato pena, dall’altra affetto. Un gesto può voler dire mille cose, ciò che distingue quindi un gesto freddo da un gesto d’amore è la fiducia con cui partecipiamo a quest’ultimo, offrendo tutto il nostro cuore e noi stessi all’altra persona. Nella Messa, che è seguita, concelebrata da don Raffa e fra Mauro, abbiamo anche pregato il Signore affinché le nostre relazioni potessero diventare così.  Fra Mauro ci ha parlato anche dei nostri desideri, dietro ai quali si nasconde il desiderio più grande: l’amare e l’essere amati. Se impariamo ad ascoltare il nostro cuore, impariamo ad ascoltare il Signore che lo abita, lo anima.

Infine, abbiamo pranzato tutti  insieme con  Mauro e la sua famiglia: nell’atmosfera gioiosa,  abbiamo quasi dimenticato l’imminente partenza. Al momento di salutarci, dopo una foto ricordo, mi sono resa conto di quanto il tempo sia volato: eppure, nonostante la sua breve durata, questo ritiro mi ha dato tantissimo, e, grazie a fra Mauro e alla condivisione con  tutti di ogni istante,  sono tornata a casa felice, forse con qualche domanda in più, ma con  il cuore più leggero e fiducioso.

Maria Cristina Casarini

 

 

Le domande di Auschwitz

‘Le domande di Auschwitz’: con questo titolo ha preso avvio una serie di incontri per giovani dai 18 ai 24 anni che con cadenza poco più che mensile accompagnerà il cammino della nostra e di altre parrocchie fino alla prossima estate. La proposta è nata insieme a Francesco Feltri, storico della Shoah e insegnante delle superiori a Modena, e ad essa hanno aderito non solo le parrocchie del nostro vicariato, ma anche l’AC giovani e altre parrocchie, come Madonna Pellegrina, Collegara, Campogalliano, oltre ad  alcuni giovani del vicariato della Pedemontana Est.

L’idea è quella di poter accompagnare i giovani in un percorso sia culturale che di fede, che approfondisca l’importanza della conoscenza della tradizione ebraica per la nostra fede cristiana, toccando specialmente temi ancora molto attuali, come l’eccidio del secolo scorso, le ragioni che ne hanno permesso lo sviluppo e le domande di fede che inevitabilmente sono nate di fronte ad esso.

È con questa attenzione che domenica 27 ottobre alle 20 ci siamo trovati nel salone nuovo della parrocchia per il primo incontro, di fatto un percorso tematico fatto di letture, immagini e musiche, guidato da Francesco Feltri e sua moglie Sandra, che ci ha accompagnato dalle radici culturali anti-semite dell’Occidente dei tempi di Shakespeare fino alla ‘soluzione finale’ del campo di sterminio di Auschwitz. È stato un viaggio molto toccante, un vero pugno nello stomaco, che ci ha introdotto in cose che, se forse ‘conosciamo’ per averne studiata la gran parte nei libri di storia, raccontate con la voce dei protagonisti (ebrei del ghetto di Varsavia, donne ucraine costrette a pestare i cadaveri dei fucilati nelle fosse comuni, poeti yddish e perfino aguzzini nazisti) diventano come dei macigni che ti opprimono il cuore, ed è impossibile non chiedersi come mai, come sia stato possibile arrivare a tanto, non piangere per storie assurde e spietate che distano da noi non più di 70 anni.

I presenti, quasi un centinaio, hanno vissuto un’attenzione quasi palpabile, e alla fine credo che tutti avessero nel cuore un sentimento di gratitudine verso Francesco e la Sandra, per il lavoro di ricerca che continuano a fare con grande serietà e perché nel raccontarci queste cose certamente hanno dovuto aprire anche il loro cuore e lasciarlo sanguinare insieme alle loro storie.

Il prossimo incontro sarà di carattere un po’ diverso, più teologico: rifletteremo sul fatto che anche Gesù era ebreo, chiedendoci cosa questo abbia significato nella sua vita e quali rotture abbia portato nella sua tradizione. L’incontro sarà l’8 dicembre, sempre a san Pio alle 20, e speriamo che possa essere un buon ‘secondo mattone’ nella costruzione del nostro itinerario.

Don Raffaele

 

 

Ciao a tutti!

Siamo i ragazzi del ’97 e del ’98. Vogliamo parlarvi dei nostri programmi per questo nuovo anno pastorale.

Dopo la pausa del periodo estivo, abbiamo ricominciato alla grande con la sagra. Questa festa ci richiede sempre un grande impegno e molta dedizione, ma alla fine ci ripaga dei nostri sacrifici, perché lavorando insieme ci divertiamo ed è bello vedere tutta la comunità riunita.

Dopo il week-end di “fuoco” della sagra, ci siamo subito dedicati alla preparazione del nostro balletto per lo spettacolo sul Concilio Vaticano II. La nostra coreografia è stata pensata sulla canzone “Io ci sto”; per noi è stato davvero bellissimo prepararlo insieme, perché ci ha ricordato la nostra esperienza estiva al Sermig, in cui abbiamo condiviso gioie e fatiche.

Poi “finalmente” è iniziato il nostro vero e proprio anno pastorale. Il tema di quest’anno si snoda su diversi punti, quali desideri, bisogni, rispetto e amore. Tutti questi argomenti proveremo a trattarli alla luce dei Comandamenti; sappiamo che non sarà sempre facile, ma prendiamo al balzo la proposta-sfida dei nostri educatori, per dimostrar loro chi siamo veramente!

Infine vi illustriamo alcuni dei nostri progetti per l’immediato futuro. Come prima cosa abbiamo in programma, per il prossimo week-end, una gita a Milano in cui potremo girare per negozi (sperando in un “furente” shopping) e visitare i famosi monumenti della grande città. Qualche settimana dopo, invece, andremo in una casa a Benedello, dove faremo il nostro ritiro di avvento; chissà cosa ci riserveranno quei matti dei nostri educatori, hanno sempre delle pensate assurde!

In ultimo abbiamo l’evento per cui non stiamo davvero più nella pelle: il campeggio invernale!! Sarà sicuramente un momento di puro divertimento e speriamo che, almeno quest’anno, la neve ci faccia compagnia! Buona domenica!

I ragazzi 97-98

 

 

Il cammino continua

Dopo quattro anni passati  a fare catechismo ai nostri figli con il nuovo metodo di IC (iniziazione cristiana) noi genitori insieme a Don Ivo ed agli educatori ci siamo confrontati su come continuare questo bellissimo percorso per cui  durante l’estate ci siamo incontrati più volte invitando altri genitori che non facevano parte dell’equipe iniziale.

Innanzi tutto è stato bello e confortante trovare in altri genitori la voglia e la disponibilità di continuare, di  fare comunità ma soprattutto di allargare la comunità.

Come dicevo ci siamo trovati per interrogarci sul da fare, su come ed in che modo proseguire questo cammino e che argomenti trattare.

PER  I RAGAZZI

Nell’arco del mese ci sono due incontri al sabato pomeriggio guidati dagli educatori, un terzo incontro che si svolge alla domenica mattina condotto dai genitori e che parla dei personaggi biblici (Abramo,Mosè,ecc…), ed un ultimo incontro al sabato pomeriggio di svago, giochi e laboratori.

PER I GENITORI

Ci saranno 5/6 incontri durante l’anno tenuti da Don Ivo alla domenica pomeriggio dalle 17,30 alle 19,00

La 1° Media

 

 

Catechismo e catechismi

Faccio parte di un gruppo di genitori che su sollecitazione di Don Ivo, circa tre anni fa, ha deciso di iniziare con i rispettivi figli un percorso di catechismo “nuovo stile”: invece di affidare i bambini ad un catechista e lasciare che questi per i successivi 5 o 6 anni si occupasse dell’iniziazione cristiana, abbiamo provato ad impegnarci in prima persona per cercare di accompagnare i bimbi ai sacramenti.

Questa scelta ha comportato un bell’impegno e un notevole coinvolgimento per noi genitori, che partecipiamo a due incontri mensili per approfondire argomenti che anche i bambini trattano, ovviamente in modo diverso e ad una lettura del Vangelo.

Un impegno che ci aiuta a comprendere meglio perché e in che modo vogliamo che i nostri figli si accostino ai Sacramenti, ad essere più responsabili delle scelte che facciamo per loro, un percorso che ci fa rivivere e riscoprire in età adulta, il cammino di iniziazione cristiana, che abbiamo in passato subito in modo più passivo. E’ inoltre un momento di auto-aiuto, di confronto, per interpretare con maggior consapevolezza la vita di tutti i giorni.

Noi siamo già al terzo anno, i bimbi quest’anno riceveranno la 1° Comunione, credo che il gruppo di genitori sia cresciuto in consapevolezza, abbia creato importanti legami e riflettuto in modo costruttivo, spronato da don Ivo, su alcuni comportamenti. Ci sono stati e ci sono ancora oggi resistenze, problemi legati alla difficoltà per noi adulti di farci coinvolgere completamente, forse ripensando alla modalità del vecchio modello di catechismo, che vedeva i genitori spettatori inconsapevoli di qualcosa che era fatto ad uso esclusivo dei bambini.

Sono convinta dell’efficacia del nuovo sistema e dei buoni frutti che ha prodotto, noto con piacere numerose persone che oggi frequentano attivamente la parrocchia, e che in assenza di questa iniziativa, a loro dire, non avrebbero mai accettato di “sacrificare del tempo libero” per contribuire alla crescita della comunità parrocchiale. A mio parere il coinvolgimento dei genitori porterà ad un vero coinvolgimento dei bambini, che diventati adulti troveranno un sano esempio avanti a loro.

Silvia e Roberta

 

 

Il centro di ascolto

Il Centro di Ascolto Caritas è attivo nella nostra parrocchia già da diversi anni anni. La sua attività più evidente è quella della distribuzione degli alimenti che provengono in parte dall’AGEA (organismo comunitario) e in parte dalle donazioni di alcuni Ipermercati. I volontari ritirano gli alimenti nel corso della settimana, li conservano in modo opportuno e li distribuiscono il sabato in borse preparate in base al  reddito della famiglia e al numero dei suoi componenti: ogni sabato si presentano circa un centinaio di famiglie.

Un altro settore di questo servizio si occupa più propriamente dell’ ascolto che serve  a valutare lo stato di bisogno della famiglia ma anche, e noi ci auguriamo sempre di più, all’ascolto dei bisogni che non sempre sono solo economici o alimentari ma sono spesso anche legati ad altri disagi come solitudine, sfiducia, senso di abbandono.

In questo il centro di ascolto collabora con le volontarie della Società di S.Vincenzo de’ Paoli che visitano le famiglie periodicamente, ne valutano le necessità e cercano di provvedere ad esse;  si crea di fatto una rete di solidarietà che in molti casi è fondamentale per il superamento di periodi di crisi ed è sempre, comunque un utile sostegno. Da alcuni anni poi il nostro centro di ascolto insieme agli altri del vicariato partecipa a riunioni a cadenza regolare con le assistenti sociali del Polo 2 per discutere problemi, progetti di aiuto ed opportunità nell’ottica di ottimizzare gli interventi, limitando eventuali accavallamenti ed omissioni.

La presenza anche nel nostro quartiere dei cosiddetti “nuovi poveri” ci deve fare sempre più riflettere sulla labilità delle nostre sicurezze e sul valore della condivisione come arricchimento reciproco.

Invitiamo tutti coloro che pensano di poter dare una mano  a contattarci, anche per proporre modi nuovi ed originali di aiuto (ricordo la raccolta  farmaci che si è svolta domenica 27 ottobre) o per donare oggetti in buono stato che possano essere utili alle famiglie bisognose in particolare,  indumenti per bambini e biancheria.

Possiamo davvero fare tanto con poco, unendo le forze della nostra parrocchia, solidarietà a km.0.

Pina e Silvia

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