Il meglio, non senza difetti

Come vanno i lavori in chiesa a poche settimane dalla riapertura? Se dovessi rispondere a bruciapelo direi che abbiamo fatto il meglio, non senza difetti. Il meglio per quanto ci è stato possibile in un solo anno intercorso dal terremoto, dalle verifiche sismiche, al progetto essenziale e al suo ampliamento a maggiori opere edili, dalla rinuncia ad aspetti comunque importanti (riscaldamento, porta di ingresso, zona altare) alla scelta di opere d’arte, dal rispetto dell’identità della struttura alla sua rinnovata immagine ricca di colore… Con qualche difetto, perché non tutto si è potuto fare e non tutto si doveva fare. Il risultato sarà così, a mio giudizio, molto soddisfacente, ma certamente imperfetto in alcuni dettagli. C’è chi sarà contento che si sia conservato il mosaico e chi, invece, non lo sarà affatto; chi vedrà di buon occhio i nuovi colori e le opere d’arte e chi si sentirà estraniato dalla “sua” chiesa. Ma quello che tutti speriamo è di riavere finalmente un luogo in cui la comunità possa radunarsi per pregare e per fare comunione: un luogo che abbiamo amato e che re-impareremo ad amare nel suo nuovo aspetto. Ne parleremo insieme giovedì 23 maggio: sarà l’occasione per “conoscere” la nostra “nuova” chiesa e per raccogliere l’appello che ci ha accompagnati in questo anno: l’appello a ristrutturare noi stessi per essere, come don Francesco Santinon ci ha detto il 28 aprile, una “comunità pasquale e antisismica”. E magari anche più bella e luminosa, come sarà la chiesa.

don Ivo

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