Voi mi cercherete…, ma non potete venire

Vangelo  Gv 13, 31-35

Dal vangelo secondo Giovanni

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».
 

 

Questa parola di Gesù “voi mi cercherete, ma dove vado io voi non potete venire”, assieme a quella detta a Pietro poco dopo “non puoi seguirmi ora, mi seguirai più tardi” (v. 36) ci fanno sentire molta solitudine. Dov’è il Signore? Come lo possiamo raggiungere?

Le parole di Gesù, però, non vogliono sottolineare un suo sottrarsi alla relazione con noi, ma piuttosto fanno pensare al fatto che c’è un ostacolo che si frappone tra noi e il Signore che non è la sua dipartita da questo mondo, per ascendere al cielo dopo la sua morte e resurrezione. La distanza tra noi e il Signore dipende da una nostra difficoltà ad essere dove lui è, a farci trovare nel luogo dove è possibile incontrarlo.

Dove si trova questo luogo? Come raggiungerlo? E soprattutto perché Gesù dice a Pietro “mi seguirai più tardi”, “dopo”?. Dopo il tradimento, ci racconterebbe Pietro, dopo il fallimento delle nostre presunzioni di sequela, dopo la purificazione dei nostri eroismi o le supponenze dei nostri individualismi. “Mi seguirai dopo”, quando saranno cadute tante difese e avrai imparato la legge de “gli uni gli altri”, nel servizio (lavanda dei piedi, v. 14) e nell’amore reciproco (vv. 34-35).

Senza la reciprocità dell’amore non si trova Gesù. Non ci si fa trovare nel luogo dove lui è incontrabile. Senza la reciprocità dell’amore si vive un cammino di fede che rimane chiuso nell’ansia di una ricerca che rimane frustrata.

L’amore reciproco non è un amore di ripiegamento della comunità su se stessa: è l’ambiente, la condizione perché Gesù risorto si renda presente e lo possiamo incontrare risorto e vivo. E’ l’amore reciproco il luogo dove Gesù abita e vive su questa terra. E’ questo lo spazio sacro dell’incontro con Lui.

don Ivo

 

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